Il Progetto ACG nella Regione del Veneto

Il Veneto è la prima Regione d’Italia che si doterà di uPalazzo Balbina minuziosa mappatura dei bisogni di salute espressi dal territorio. Lo farà realizzando un progetto, denominato “ACG” (Adjusted Clinical Groups), approntato dall’Università Johns Hopkins di Baltimora (Usa). Il progetto è partito in via sperimentale nel 2012 ed ha visto nel primo anno di attività il coinvolgimento delle Aziende Ulss 20 di Verona e 16 di Padova, nel secondo anno di attività il coinvolgimento delle Aziende ULSS 2 Feltre, ULSS 4 Alto Vicentino, ULSS 6 Vicenza e ULSS 9 Treviso, per arrivare al terzo anno di attività (2014-2015) al coinvolgimento di tutte le Aziende ULSS del Veneto. 

Il progetto vuole guardare al futuro della sanità e per questo si rivolge principalmente al territorio, luogo privilegiato di cura rispetto all’ospedale come indicato anche dal nuovo Piano Socio-Sanitario 2012-2016 approvato con LR 23/2012. Su indicazione precisa anche del Piano, verrà messo a punto un sistema di rilevazione epidemiologica delle malattie delle persone, non utilizzando l’ospedale come epicentro del sistema ma partendo dalla popolazione che sperimenta ormai la maggior parte dei propri percorsi di cura fuori dall’ospedale.

Il sistema ACG viene utilizzato, per la prima volta in Italia, proprio nella Regione del Veneto, confermando come il nostro Servizio Sanitario Regionale sia caratterizzato da grande attenzione all’innovazione, alla qualità ed alla ricerca di metodi equi e sostenibili per garantire la miglior assistenza ai suoi cittadini.

Il sistema ACG, utilizzando tutti i flussi di dati già esistenti all’interno delle Aziende ULSS censirà la distribuzione delle patologie nel territorio con l’obiettivo primario di migliorare la salute dei cittadini calibrando interventi e risorse commisurate ai reali bisogni della popolazione. E quando ci si muove nel territorio, a differenza dell’ospedale, lo strumento per orientarsi è la mappa. ACG è proprio un sistema di mappatura del territorio che riconosce la maggiore o minore concentrazione di malattie nei diversi luoghi geografici. E, come nelle mappe ci sono zone sicure e zone calde perché più rischiose, così ogni gruppo di assistiti, misurato nella sua esperienza totale di malattie, singole o multiple, potrà essere meglio rappresentato e meglio assistito dal servizio sanitario, perché meglio conosciuto nei suoi bisogni di salute o rischi di malattia.
Il sistema ACG, inoltre, una volta identificati e mappati i gruppi di soggetti con bisogni assistenziali più complessi, offre anche l’opportunità di inserire questi soggetti in programmi professionali di “case management” come il “Guided Care” che, a valle di un adeguato percorso formativo, propone modelli assistenziali innovativi per il territorio che vedono protagonisti ed integrati il Medico di Medicina Generale, l’ infermiere territoriale che fa base nell’ambulatorio del medico e la famiglia dell’assistito. 

L’esperienza della Scuola di Sanità pubblica della Johns Hopkins, ed in particolare quella dell’equipe di ACG è maturata in più di 35 anni di attività con medici, infermieri e sistemi sanitari di tutto il mondo. ACG è utilizzato in 18 paesi del mondo e da numerosi paesi europei tra cui la Svezia, la Spagna e la Germania. Parte dal principio base che sono le malattie e la loro distribuzione a costituire i determinanti principali dei bisogni della popolazione, bisogni che è molto utile monitorare alla stessa stregua e con la stessa attenzione con cui si monitorano, ad esempio, i tempi di attesa.