Descrizione del progetto

Il PSSR 2012-2016 definisce e ribadisce il ruolo chiave che in futuro il territorio dovrà svolgere nel tutelare la salute dei cittadini veneti, spostando il fulcro dell’assistenza sanitaria dal classico luogo di cura dell’ospedale alla rete dei servizi territoriali lungo l’intero spettro della filiera assistenziale. Nel percorso  di riforma dell’organizzazione dei servizi territoriali, emerge la necessità di adottare strumenti di misurazione, analisi e gestione della salute del cittadino che, analogamente al sistema dei DRG ospedalieri, consenta di misurarne oggettivamente l’attività e di confrontare popolazioni di pazienti, tenendo conto della multimorbidità, partendo dal paziente, dal suo carico di malattia e non dalla prestazione, dal suo costo o dall’erogatore.
L’analisi degli strumenti metodologici  disponibili in ambito di management sanitario , ha portato alla individuazione del sistema ACG (Adjusted Clinical Group, The Johns Hopkins ACG® System www.acg.jhsph.org ) per le sue potenzialità di analisi della morbidità, di confronto tra popolazioni e per le sue capacità di individuare soggetti ad alto rischio (case-finding) con modelli predittivi.

Gli strumenti di case-finding infatti sono il punto di partenza per la medicina di iniziativa che deve essere diretta prioritariamente  ai soggetti a rischio che sono individuati da un processo di screening. Una volta individuati, i soggetti screenati possono essere sottoposti ad un intervento mirato a rimuovere o ridurre quei fattori di rischio che sono modificabili. Per  il gruppo di soggetti a a maggior rischio,  la Johns Hopkins University,  ha esso a punto anche modelli di presa in carico integrata (es. Guided Care Model www.guidedcare.org) per rispondere alle esigenze di disease e care management del paziente portatore di cronicità multiple. Questo modello, basato sulla partnership tra Medico di MG, infermiere care manager e paziente/famiglia, sostiene il paziente (e la sua famiglia) con un sistema di cure organizzato, personalizzato e coordinato che usa l’ospedale come transitorio momento di cura, mentre sviluppa pienamente le sue competenze con la presa in carico multiprofessionale nella valorizzazione dell’autonomia funzionale e della vicinanza all’ambiente di cura domiciliare.

Il sistema ACG

Il sistema ACG è uno strumento  di aggiustamento per il case/mix  (grouper) applicato a  popolazioni/pazienti (e non ad episodi di cura come il DRG)  sviluppato da medici e ricercatori della Johns Hopkins University, School of Hygiene and Public Health a  Baltimore, Maryland, U.S.A. Il sistema  ACG, utilizzando  dati provenienti dai  flussi informativi aziendali,  misura lo stato di salute di una popolazione raggruppando le diagnosi di malattia e l’uso di farmaci in gruppi clinicamente coerenti, assegnando ciascun individuo ad una singola categoria o gruppo ACG, che rappresenta una misura relativa del consumo atteso di risorse sanitarie. Metodologicamente, il sistema ACG  utilizza le informazioni fornite dai codici di malattia e dai dati di farmaceutica per stratificare la morbidità deI pazienti in 93 gruppi distinti (ACG  o Adjusted Clinical Groups)  consentendo una rappresentazione più accurata dell’intera costellazione di malattie.  Diversamente da altri sistemi che basano il raggruppamento su episodi di cura, il sistema ACG rappresenta il mix di patologie che la persona sperimenta nel suo percorso che si snoda tra visite, luoghi di cura e diversi providers (gruppi di MMG, privato accreditato, altri convenzionati, dipendenti del SSN). 

L’uso dello strumento ACG è supportato da un team professionale che dal 2003 fornisce alle organizzazioni sanitarie assistenza e supporto per ottenere dal software  le informazioni per misurare  I bisogni di salute della propria popolazione, per favorire  una equa distribuzione delle risorse disponibili, per  promuovere l’efficacia delle cure, sempre  con l’obiettivo primario di migliorare lo stato di salute della popolazione. Il sistema ACG è attualmente in uso il 12 nazioni del mondo tra cui la Svezia, la Germania, il Regno Unito, la Spagna, Israele e il Canada . Il sistema viene utilizzato anche per migliorare l’accuratezza e l’equità nel valutare  la performance di diversi providers (es. gruppi di medici di MG), per anticipare l’utilizzo futuro di risorse sanitarie e per determinare rimborsi  più equi.  Il sistema si basa sull’assunzione che è essenziale partire dalla comorbidità (e non dai costi) per avere una prospettiva della popolazione, dato che è noto che le malattie possono essere co-presenti (clusters) nella stessa persona o nella popolazione e che esse sono il principale determinante delle necessità di risorse sanitarie. 
 
Il team di supporto del sistema ACG consiste di personale medico e tecnico della Johns Hopkins University di Baltimore con una vasta esperienza nei sistemi sanitari di tutto il mondo.  La loro esperienza include attività di ricerca sui modelli di erogazione delle cure primarie e sul loro finanziamento, capacità di interpretare fenomeni di morbidità da una prospettiva sia clinica  che di management sanitario,  capacità di adattare modelli predittivi alle esigenze specifiche delle organizzazioni dei sistemi sanitari, conoscenza approfondita dei più avanzati sistemi di registrazione elettronica di dati sanitari (EMR), e infine competenze avanzate nella comprensione e utilizzo di tutti sistemi di codifica internazionale sia diagnostica che farmaceutica. La Johns Hopkins ha di recente siglato un accordo con WONCA (Organizzazione Mondiale dei Medici di Famiglia) per la messa a punto dell’ICPC 2 (International Classification of Primary Care) e per l’adozione dell’ACG System nell’ambito delle Cure Primarie. 

Dal sistema ACG a modelli di Disease e Case Management
Una volta messo a punto il sistema di identificazione/screening  dei pazienti ad alto rischio attraverso il sistema ACG, verrà valutata anche la possibilità di utilizzare in Veneto modelli di disease a case management della Johns Hopkins per un intervento integrato di coordinamento delle cure del paziente con bisogni complessi in sinergia tra infermiere care-manager  e Medico di Mg. (www.guidedcare.org) . Questo strumento  è dotato anche di un pacchetto formativo per medici e infermieri e di strumenti di lavoro validati  e multi professionali.  Il modello assicura alcune attività assistenziali sul paziente in carico tra cui: Valutazione del paziente e del principale caregiver al domicilio; Creazione di un piano di cura evidence-based  condiviso tra medico e infermiere e un Piano di Azione comprensibile al paziente e al caregiver; Promozione dell’auto-gestione della malattia, ove possibile; Monitoraggio almeno mensile delle condizioni del paziente in modo proattivo; Coordinamento delle iniziative di tutti gli attori coinvolti nella cure, incluso l’ospedale, il pronto soccorso, gli ambulatori specialistici, i servizi domiciliari, i servizi per le cure palliative ed i servizi sociali; Favorisce le transizioni tra luoghi di cure focalizzandosi particolarmente sulle transizioni da e in ospedale; Educa e supporta i familiari e i caregivers; Facilitazione d’accesso alle risorse e al capitale sociale della comunità dove vive il paziente.